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domani venerdì 26 maggio Warren Mosler alla proiezione di PIIGS
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Posts tagged "ue-2"

Chi ha costruito il mostro UE? Nell’elenco di Gallino manca Gallino.

Dopo aver difeso e promosso per anni l’istituzione del regime di macelleria sociale automatizzata che è l’UE e l’Eurozona, Luciano Gallino offre un irrinunciabile “contributo alla discussione per affrontare la crisi“, in cui sostiene che il Governo Renzi

non ha evidentemente la minima idea circa le cause reali della crisi, e meno che mai delle strade da provare o da costruire per uscirne

esattamente come non ne ha la più pallida idea Gallino, sembra. Vediamo:

[Gallino 2011]: “E’ necessario che un maggior numero di cittadini arrivino a convincersi che l’Unione Europea è un grandioso progetto politico, economico, sociale, culturale che presenta elementi unici al mondo

[Gallino, 2015]: “La UE è stata fondata sulla base di una serie di gravi errori.”

Ovvero quest’uomo ha trascorso anni a proclamare che fosse necessario convincere le persone ad amare un grandioso progetto. Poi si è accorto che il progetto è fondato su gravi errori. Propone un elenco di coloro che “sbagliarono” nelle previsioni riguardo l’UE. Elenco in cui manca una persona: lui.

Tutto era stato già evidenziato per tempo (mesi ed anni fa), qui: LINK

Oggi, però, Gallino definisce “penosa” la scena offerta dai ministri di Renzi.

Ma c’è, in un Padoan e nella sua granitica determinazione votata alla causa, una coerenza e una grandezza tragica che è anni luce oltre la consistenza degli intellettuali di ricotta che ieri difendevano l’UE in convegni e pubblicazioni finanziate dall’UE stessa, ed oggi scoprono il mostro che loro stessi hanno alimentato per anni.

Gallino ha già dato per anni il suo “contributo alla discussione per affrontare la crisi”: lui è uno di quelli che la crisi hanno contribuito a crearla.

 

I fondi pubblici (europei)  furono resi disponibili come sussidi, borse di studio, premi culturali, senza alcun limite allo scopo di sedurre l’opinione pubblica e nascondere ciò che era veramente in gioco(…) ”              [Alain Parguez]


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Grecia: il punto fondamentale (di P.Tcherneva)

La maggior parte delle analisi sulla crisi del debito della Grecia ignora un fatto importante. Mentre la Grecia potrebbe essere il cattivo del momento, ogni nazione eurozona è profondamente a corto di liquidità. Questo a causa di un problema ben noto, ma a cui non si è dato pienamente peso, che sta nel cuore dell’architettura finanziaria dell’eurozona che ha convertito un numero storicamente senza precedenti di nazioni dell’eurozona da emettitori della propria valuta ad utilizzatori di una valuta comune. La Grecia è semplicemente il primo paese che sperimenta le conseguenze estreme di tale perdita di sovranità monetaria. Senza alcuna fonte di finanziamento indipendente, nessuna valuta propria, nessuna banca centrale che garantisca le passività emesse dal Governo, ha dovuto chiedere aiuto ad altri. E come condizione per assicurarsi tale aiuto, la Grecia è stata fino ad ora obbligata ad acconsentire a politiche di radicale austerità. Come analogia, considerate gli Stati Uniti con una valuta comune ma senza Tesoro che porti avanti una politica macroeconomica, spesa di stabilizzazione o stimolo. Immaginate anche il caso in cui alla FED fosse proibito per legge di garantire il debito pubblico USA. E immaginate che uno Stato, per dire, l’Illinois (immaginate la Germania) si trovasse ad essere esportatore netto, accumulando dollari (euro) mentre la maggior parte degli altri stati (cmoe nel caso dell’eurozona) sono importatori netti, con un’emorragia di dollari (euro). Infine, immaginate l’Illinois che rende disponibile un prestito alla Georgia a corto di soldi (pensate alla Grecia), imponendo che la Georgia implementi devastanti privatizzazioni di beni pubblici e tagli drastici ai salati pubblici, pensioni e altri programmi essenziali. Questa in sintesi è la situazione dell’eurozona oggi.
Pavlina Tcherneva

Greece wants to save Europe, but can it persuade Europeans? | Assistant Professor of Economics, Bard College Research Scholar, Levy Economics Institute

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L'ultimo rantolo: "voglio più Europa"

È una metastasi profondamente più grave di quanto alcuni potrebbero pensare.

Huffington post pubblica questo articolo scritto da uno dei manifestanti del 25 Ottobre:

Perché la mia generazione è scesa in piazza il 25 Ottobre

e il pezzo si chiude con:

Chiediamo più Europa, la nostra vera casa, più integrazione, più diritti. Siamo stanchi della retorica

No, non c’è speranza. Vite presenti e future distrutte, polverizzate dalla retorica dell’Europa, che chiedono più Europa, con l’ultimo rantolo cui ancora riescono a dar fiato. E la avranno, purtroppo per loro.


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UE: come finanzia l’invasione dei nuovi stati

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I fondi pubblici (europei)  furono resi disponibili come sussidi, borse di studio, premi culturali, senza alcun limite allo scopo di sedurre l’opinione pubblica e nascondere ciò che era veramente in gioco(…) 

Alain Parguez

 

Vediamo quindi come è possibile “convincere” gli Stati a farsi inglobare volontariamente nel disastro dell’eurozona (pare assurdo). Ecco come funziona:

La Commissione Europea pubblica oggi questo avviso: LINK. Annuncia l’avvio del programma di finanziamento alla pre-assistenza  per i paesi che aderiranno all’Unione Europea (Albania,Macedonia,Kosovo,Montenegro,Serbia, Turchia). Il programma è mirato ad assistere LE RIFORME come supporto alla COMPETITIVITA’:

governance and public administration reform, rule of law and fundamental rights, as well as support to economic growth and competitiveness“.

11 MILIARDI DI EURO

di finanziamenti ripartiti così, nel 2014-2020

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Per capire l’ordine di grandezza: sul Montenegro (600mila abitanti) l’UE spende 39,6 milioni di Euro solo nel 2014, ovvero 66€ ad abitante. 

Notare che come “risorse per la crescita” nel bilancio 2015 riferite a progetti 2014-2020 ” l’UE aveva stanziato circa il 60% di 145 mld per tutta l’UE (in parte residui di fondi già stanziati) , ovvero 24 € ad abitante

Per abitante, l’UE SPENDE PER LA PROPAGANDA ALLE RIFORME IN MONTENEGRO CIRCA IL TRIPLO DI QUELLO CHE SPENDE PER LA CRESCITA IN TUTTA EUROPA

La propaganda è la madre di ogni regime. Come si traduce, concretamente, l’investimento in “assistenza alle riforme”? Studi, consulenze, convegni, produzione di documenti, corsi di aggiornamento, etc. La stragrande maggioranza dei “centri culturali” del paese è investita, per anni, da un colossale fiume di soldi, e produce e finanzia incessantemente contesti ed elementi di supporto all’Unione Europea.

E vengono fuori studi, proposte, documenti come questo, ad esempio, scritta da Luciano Gallino nel 2011:


Gallino, 2011: “Il modello sociale, pilastro dell’unità europea” (scritto per convegno sul modello sociale europeo, il 20 dicembre 2011, presso la Camera dei deputati)

E’ necessario che un maggior numero di cittadini arrivino a convincersi che l’Unione Europea è un grandioso progetto politico, economico, sociale, culturale che presenta elementi unici al mondo

Ma appena due anni dopo:

Gallino, 2013: “Un colpo di Stato è in atto in Italia e in Europa

Oggi deci­sioni di fon­da­men­tale impor­tanza ven­gono prese da gruppi ristretti: il diret­to­rio com­po­sto dalla Com­mis­sione Ue, la Bce, l’Fmi. I par­la­menti sono svuo­tati e hanno dele­gato le deci­sioni ai governi. I governi li hanno pas­sati al diret­to­rio. Se que­sta non è la fine della demo­cra­zia, è crta­mente una ferita grave”


Sembrerebbe una comica, un film di Totò, ma è la realtà. La stessa persona a distanza di due anni passa dal giudicare l’Unione Europea “un progetto grandioso” a giudicarlo “un colpo di Stato“. E così, quello che è considerato il più autorevole sociologo italiano, e oggi anche “anti austerity” si era “distratto un attimo, e fino a 2 anni fa esaltava quello che lui stesso, DOPO, dipinge come un regime.

Le parole chiave sono: PRIMA e DOPO.

PRIMA l’UE finanzia la propaganda, e tutti quelli che vivono in questo mondo dorato.

DOPO che il treno delle riforme è in marcia e inarrestabile, gli stessi che hanno partecipato alla propaganda, si smarcano. Si ripropongono come “di sinistra” contro il Frankenstein che hanno contribuito a costruire;

Quello che succederà nel 2014-2020 in questi paesi dell’est Europa è già accaduto in Italia negli anni ’90, in decine di facoltà universitarie, enti di ricerca, etc, e meglio di come lo ha descritto Alain Parguez, da anni e anni, non sarebbe stato possibile descriverlo:

La vittoria definitiva dell’unione monetaria non sarebbe stata possibile senza l’enorme quantità di capitali spesi per convincere una pubblica opinione contro la quale era stata appositamente costruita”

 


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9.11.2011: quando misero a posto Berlusconi

Oggi la notizia è questa: Berlusconi assolto in 2°grado nel “processo Ruby“. Ha fatto da bravo, e alla fine le cose si son messe a posto per lui. Così si conclude ufficialmente, si spera, anche la mesta parabola di chi lo vedeva ancora come “risorsa” contro l’austerity, perchè questo è il segno che Silvio ha messo definitivamente la testa a posto.

Inizialmente era riottoso: voleva sforare i parametri di Maastricht  e non voleva cedere alla Trojka. Non subito.

L’ 8 Novembre 2011 ancora era premier, e non voleva dimettersi.

Ma il 9 Novembre 2011 ebbe una visione: il titolo Mediaset che apriva le contrattazioni con un buco violento e transazioni quasi azzerate, e chiudeva la giornata con un -12%, all’incirca. Comprese che i Mercati gli parlavano, e lui sarebbe stato come Brett mentre ascoltava Ezechiele 25,17

mediaset-2011

e così, prima che gli spappolassero definitivamente l’aziendina, il 9 Novembre si dimise, e la Trojka mandò Monti.

Non fu un problema di spread del BTP, come diceva Marcegaglia e Confindustria che volevano fare le “riforme che ci vengono chieste dall’Unione europea e dalla comunità internazionale. Non vi sono alternative possibili“. Bastò uno short ben fatto su Mediaset (che poi sembra sia stato ricoperto il 10 Novembre).

E da oggi potrà fare il pensionato, e il padre della patria con Renzi, Verdini e Calderoli.

Tutto è bene quel che finisce bene.

 


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