Categorie

logonew2.jpg
icona2mosler.jpg
copertina-rd-114x150.jpg

ReteMMT Facebook

Non più "Pillole MMT" ma "L'analisi MMT"
Cambia la rubrica di Rete MMT su Bergamo Economia che resta però fedele ad un'analisi fatta sulla realtà e sui numeri.
Questo è il numero di giugno. Che ne dite?
Bergamo EconomiaMag

#analisieconomica #analisiMMT #ReteMMTpin
... Leggi tuttoSee Less

View on Facebook

Posts tagged "tsipras"

GRECIA: PRIVATIZZATI 14 AEROPORTI. CHI L’AVREBBE MAI DETTO?

Tsipras quindi privatizza la gestione di 14 areoporti in Grecia, la cessione è a favore del consorzio tedesco Fraport.2015-08-19 09_28_48-Grecia_ venduti alla Germania14 aeroporti per 1,23 miliardi di euro - Rai News

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

che è su per giù, sembra, quello che si era previsto da queste parti, in Gennaio. Purtroppo Tsipras non stupisce, è stato prevedibile.

 

2015-08-19 09_26_59-DOVE C’È DA PROTEGGERE L’EURO C’È TSIPRAS (_)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Print pagePDF page

Chi ha costruito il mostro UE? Nell’elenco di Gallino manca Gallino.

Dopo aver difeso e promosso per anni l’istituzione del regime di macelleria sociale automatizzata che è l’UE e l’Eurozona, Luciano Gallino offre un irrinunciabile “contributo alla discussione per affrontare la crisi“, in cui sostiene che il Governo Renzi

non ha evidentemente la minima idea circa le cause reali della crisi, e meno che mai delle strade da provare o da costruire per uscirne

esattamente come non ne ha la più pallida idea Gallino, sembra. Vediamo:

[Gallino 2011]: “E’ necessario che un maggior numero di cittadini arrivino a convincersi che l’Unione Europea è un grandioso progetto politico, economico, sociale, culturale che presenta elementi unici al mondo

[Gallino, 2015]: “La UE è stata fondata sulla base di una serie di gravi errori.”

Ovvero quest’uomo ha trascorso anni a proclamare che fosse necessario convincere le persone ad amare un grandioso progetto. Poi si è accorto che il progetto è fondato su gravi errori. Propone un elenco di coloro che “sbagliarono” nelle previsioni riguardo l’UE. Elenco in cui manca una persona: lui.

Tutto era stato già evidenziato per tempo (mesi ed anni fa), qui: LINK

Oggi, però, Gallino definisce “penosa” la scena offerta dai ministri di Renzi.

Ma c’è, in un Padoan e nella sua granitica determinazione votata alla causa, una coerenza e una grandezza tragica che è anni luce oltre la consistenza degli intellettuali di ricotta che ieri difendevano l’UE in convegni e pubblicazioni finanziate dall’UE stessa, ed oggi scoprono il mostro che loro stessi hanno alimentato per anni.

Gallino ha già dato per anni il suo “contributo alla discussione per affrontare la crisi”: lui è uno di quelli che la crisi hanno contribuito a crearla.

 

I fondi pubblici (europei)  furono resi disponibili come sussidi, borse di studio, premi culturali, senza alcun limite allo scopo di sedurre l’opinione pubblica e nascondere ciò che era veramente in gioco(…) ”              [Alain Parguez]


Print pagePDF page

ED ORA PODEMOS. ANZI, NON PODEMOS.

2015-07-17 09_50_31-Pablo Iglesias, resignado ante la decisión de Tsipras_ _Lo que ha ocurrido es la

 

 

 

 

 

 

 

È online oggi questa intervista a Iglesias, il leader di Podemos in Spagna. Come già Tsipras a suo tempo, è piuttosto trasparente:

lo único que podemos hacer es acumular un poquito más de poder administrativo” e intentar “doblarles el brazo a los socialdemócratas” para que en Europa se articulen nuevos gobiernos que “defiendan los derechos sociales, la redistribución de la riqueza y el bienestar”, ha señalado.(..)

“Y si no, quien a lo mejor sí puede hacer cosas es una señora que procede del fascismo y la extrema derecha, Marine Le Pen

Ovvero: l’unico obiettivo che si pongono ora è un po’ di “potere amministrativo“. Sfortunatamente il “potere amministrativo” non è “potere”, ma, appunto “amministrazione” nell’ambito dell’attuale quadro istituzionale del regime Eurozona.

D’accordo con Iglesias, “el mundo y la política tienen que ver con correlaciones de fuerzas“, il mondo e la politica si devono confrontare con i rapporti di forza, e oggi Podemos ha già ammesso di non poter fare niente contro lo status quo, si chiama fuori. Per cui sarebbe più opportuno modificare il nome in “Non Podemos”, dal momento che non potranno fare niente se non una “corretta amministrazione” in armonia con le linee guida di impoverimento collettivo tracciate dal regime tecnocratico.

Ci si può aspettare di assistere a un qualche “replay” di quello che è avvenuto in Grecia, con degli obiettivi proclamati di “giustizia” che saranno intrinsecamente irraggiungibili, e la lotta alle cricchette locali: “Si nosotros ganamos, nuestro enemigo fundamental van a ser élites locales

Ci saranno in Italia (come è stato con Syriza) le campagne su facebook per i nostri fratelli spagnoli, le bandierine, etc, ma (come è stato con Syriza) non condurranno a niente. Perchè a priori resterà fuori dalle opzioni la proposta di un’idea alternativa e la pianificazione della rottura del sistema esistente,  rottura che, come scrive Alain Parguez, è il presupposto fondamentale per cercare di salvare la civiltà europea.

[Tutto questo implicherebbe la ridefinizione di risorse e relazioni anche geopolitiche, dal momento che il vero vincolo sta, in ogni caso, nelle risorse materiali, non in quelle finanziarie]


Print pagePDF page

PIOVONO RANE: IL BLOG DI GILIOLI SEMPRE SUL PEZZO

Abbiamo oggi un altro fulgido esempio di giornalismo italiano, cioè Alessandro Gilioli, autore del blog “Piovono Rane”, che oggi scrive che nel 2011 “probabilmente” ci fu una manovra della Trojka per buttare giù Berlusconi, e presenta questa illuminazione come un’ “analisi storica”.

La cosa è già nota da tempo , ma forse come dice il proverbio “non bisogna alzarsi presto, ma alzarsi all’ora giusta“; l’ora giusta per scrivere queste cose per Gilioli è oggi, perchè la Grecia è di moda e quindi essere analisti ribelli è trendy. Ma nel 2011 era di moda Mario Monti e Gilioli, che è sempre sul pezzo, avrebbe votato la fiducia a favore del Governo che fu imposto da una manovra della Trojka, come aveva scritto qui: LINK

Poi ci si lamenta perchè “gli elettori non capiscono”, per dire.

gl3


Print pagePDF page

GRECIA: THE END

E’ andato tutto come previsto circa sei mesi fa, e confermato dai movimenti di mercato recentemente.

Tsipras tiene la Grecia in Eurozona e fa quello che la Trojka ha deciso, in particolare qui alcuni punti:

ambizioso piano di riforma delle pensioni

privatizzazione della rete elettrica

– modernizzazione della contrattazione collettiva e dei licenziamenti collettivi

vendita di di beni pubblici che saranno conferiti a un fondo apposito, i cui incassi serviranno a ripagare fino a 50 miliardi di euro dei prestiti ricevuti

– tutta la legislazione relativa dovrà essere concordata/supervisionata dalla Trojka

Qui il testo integrale dell’accordo: http://t.co/dfwTY1uCxr

Finisce così la triste storia della Grecia e di Tsipras, e non sarebbe potuta finire altrimenti, in assenza di un piano B di emergenza . L’idea di presentarsi alle elezioni e vincerle vendendo una favola (la contemporanea fine dell’austerità e permanenza in eurozona) è stato il primo passo di questo disastro ad orologeria, assolutamente non compreso qui in Italia da chi, di fronte allo scenario, si è concentrato sua moto e giubbotto di pelle del ministro delle finanze piuttosto che sull’inevitabile esito delle trattative in corso.

Il regime europeo è coerente e saldo. Le democrazie nazionali non contano, e il sistema procede all’interno dei parametri prestabiliti e gestiti dall’Euro tecnocrazia, che si muove su due linee principali:

1) Aumento del divario sociale, politico ed economico tra chi “sta sopra” e chi “sta sotto”

2) Trasferimento continuo di ricchezze reali strategiche dal settore pubblico ad oligopolisti privati.

Era stato compreso e denunciato per tempo, qui l’intervento dell’immenso Prof. Alain Parguez, era il 2012:

Ed in tre anni cosa hanno fatto molti di quelli che oggi si stracciano le vesti per il “colpo di Stato in Grecia”, oltre a sostenere partiti e Governi pro-austerità qui in Italia?


Print pagePDF page