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Incontro pubblico ieri sera a Martignacco (UD) organizzato da Rete MMT Friuli Venezia Giulia. Relatore Golfredo Castelletto. La divulgazione nel territorio è importante tanto quanto la partecipazione alle conferenze internazionali Kansas City. Gli attivisti di Rete MMT lavorano su più fronti. Per questo abbiamo bisogno del tuo supporto. Attivati e scrivi a info@retemmt.it ... Leggi tuttoSee Less

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ED ORA PODEMOS. ANZI, NON PODEMOS.

2015-07-17 09_50_31-Pablo Iglesias, resignado ante la decisión de Tsipras_ _Lo que ha ocurrido es la

 

 

 

 

 

 

 

È online oggi questa intervista a Iglesias, il leader di Podemos in Spagna. Come già Tsipras a suo tempo, è piuttosto trasparente:

lo único que podemos hacer es acumular un poquito más de poder administrativo” e intentar “doblarles el brazo a los socialdemócratas” para que en Europa se articulen nuevos gobiernos que “defiendan los derechos sociales, la redistribución de la riqueza y el bienestar”, ha señalado.(..)

“Y si no, quien a lo mejor sí puede hacer cosas es una señora que procede del fascismo y la extrema derecha, Marine Le Pen

Ovvero: l’unico obiettivo che si pongono ora è un po’ di “potere amministrativo“. Sfortunatamente il “potere amministrativo” non è “potere”, ma, appunto “amministrazione” nell’ambito dell’attuale quadro istituzionale del regime Eurozona.

D’accordo con Iglesias, “el mundo y la política tienen que ver con correlaciones de fuerzas“, il mondo e la politica si devono confrontare con i rapporti di forza, e oggi Podemos ha già ammesso di non poter fare niente contro lo status quo, si chiama fuori. Per cui sarebbe più opportuno modificare il nome in “Non Podemos”, dal momento che non potranno fare niente se non una “corretta amministrazione” in armonia con le linee guida di impoverimento collettivo tracciate dal regime tecnocratico.

Ci si può aspettare di assistere a un qualche “replay” di quello che è avvenuto in Grecia, con degli obiettivi proclamati di “giustizia” che saranno intrinsecamente irraggiungibili, e la lotta alle cricchette locali: “Si nosotros ganamos, nuestro enemigo fundamental van a ser élites locales

Ci saranno in Italia (come è stato con Syriza) le campagne su facebook per i nostri fratelli spagnoli, le bandierine, etc, ma (come è stato con Syriza) non condurranno a niente. Perchè a priori resterà fuori dalle opzioni la proposta di un’idea alternativa e la pianificazione della rottura del sistema esistente,  rottura che, come scrive Alain Parguez, è il presupposto fondamentale per cercare di salvare la civiltà europea.

[Tutto questo implicherebbe la ridefinizione di risorse e relazioni anche geopolitiche, dal momento che il vero vincolo sta, in ogni caso, nelle risorse materiali, non in quelle finanziarie]


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GRECIA: THE END

E’ andato tutto come previsto circa sei mesi fa, e confermato dai movimenti di mercato recentemente.

Tsipras tiene la Grecia in Eurozona e fa quello che la Trojka ha deciso, in particolare qui alcuni punti:

ambizioso piano di riforma delle pensioni

privatizzazione della rete elettrica

– modernizzazione della contrattazione collettiva e dei licenziamenti collettivi

vendita di di beni pubblici che saranno conferiti a un fondo apposito, i cui incassi serviranno a ripagare fino a 50 miliardi di euro dei prestiti ricevuti

– tutta la legislazione relativa dovrà essere concordata/supervisionata dalla Trojka

Qui il testo integrale dell’accordo: http://t.co/dfwTY1uCxr

Finisce così la triste storia della Grecia e di Tsipras, e non sarebbe potuta finire altrimenti, in assenza di un piano B di emergenza . L’idea di presentarsi alle elezioni e vincerle vendendo una favola (la contemporanea fine dell’austerità e permanenza in eurozona) è stato il primo passo di questo disastro ad orologeria, assolutamente non compreso qui in Italia da chi, di fronte allo scenario, si è concentrato sua moto e giubbotto di pelle del ministro delle finanze piuttosto che sull’inevitabile esito delle trattative in corso.

Il regime europeo è coerente e saldo. Le democrazie nazionali non contano, e il sistema procede all’interno dei parametri prestabiliti e gestiti dall’Euro tecnocrazia, che si muove su due linee principali:

1) Aumento del divario sociale, politico ed economico tra chi “sta sopra” e chi “sta sotto”

2) Trasferimento continuo di ricchezze reali strategiche dal settore pubblico ad oligopolisti privati.

Era stato compreso e denunciato per tempo, qui l’intervento dell’immenso Prof. Alain Parguez, era il 2012:

Ed in tre anni cosa hanno fatto molti di quelli che oggi si stracciano le vesti per il “colpo di Stato in Grecia”, oltre a sostenere partiti e Governi pro-austerità qui in Italia?


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