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Non più "Pillole MMT" ma "L'analisi MMT"
Cambia la rubrica di Rete MMT su Bergamo Economia che resta però fedele ad un'analisi fatta sulla realtà e sui numeri.
Questo è il numero di giugno. Che ne dite?
Bergamo EconomiaMag

#analisieconomica #analisiMMT #ReteMMTpin
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Posts tagged "grecia"

GRECIA: PRIVATIZZATI 14 AEROPORTI. CHI L’AVREBBE MAI DETTO?

Tsipras quindi privatizza la gestione di 14 areoporti in Grecia, la cessione è a favore del consorzio tedesco Fraport.2015-08-19 09_28_48-Grecia_ venduti alla Germania14 aeroporti per 1,23 miliardi di euro - Rai News

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

che è su per giù, sembra, quello che si era previsto da queste parti, in Gennaio. Purtroppo Tsipras non stupisce, è stato prevedibile.

 

2015-08-19 09_26_59-DOVE C’È DA PROTEGGERE L’EURO C’È TSIPRAS (_)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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ED ORA PODEMOS. ANZI, NON PODEMOS.

2015-07-17 09_50_31-Pablo Iglesias, resignado ante la decisión de Tsipras_ _Lo que ha ocurrido es la

 

 

 

 

 

 

 

È online oggi questa intervista a Iglesias, il leader di Podemos in Spagna. Come già Tsipras a suo tempo, è piuttosto trasparente:

lo único que podemos hacer es acumular un poquito más de poder administrativo” e intentar “doblarles el brazo a los socialdemócratas” para que en Europa se articulen nuevos gobiernos que “defiendan los derechos sociales, la redistribución de la riqueza y el bienestar”, ha señalado.(..)

“Y si no, quien a lo mejor sí puede hacer cosas es una señora que procede del fascismo y la extrema derecha, Marine Le Pen

Ovvero: l’unico obiettivo che si pongono ora è un po’ di “potere amministrativo“. Sfortunatamente il “potere amministrativo” non è “potere”, ma, appunto “amministrazione” nell’ambito dell’attuale quadro istituzionale del regime Eurozona.

D’accordo con Iglesias, “el mundo y la política tienen que ver con correlaciones de fuerzas“, il mondo e la politica si devono confrontare con i rapporti di forza, e oggi Podemos ha già ammesso di non poter fare niente contro lo status quo, si chiama fuori. Per cui sarebbe più opportuno modificare il nome in “Non Podemos”, dal momento che non potranno fare niente se non una “corretta amministrazione” in armonia con le linee guida di impoverimento collettivo tracciate dal regime tecnocratico.

Ci si può aspettare di assistere a un qualche “replay” di quello che è avvenuto in Grecia, con degli obiettivi proclamati di “giustizia” che saranno intrinsecamente irraggiungibili, e la lotta alle cricchette locali: “Si nosotros ganamos, nuestro enemigo fundamental van a ser élites locales

Ci saranno in Italia (come è stato con Syriza) le campagne su facebook per i nostri fratelli spagnoli, le bandierine, etc, ma (come è stato con Syriza) non condurranno a niente. Perchè a priori resterà fuori dalle opzioni la proposta di un’idea alternativa e la pianificazione della rottura del sistema esistente,  rottura che, come scrive Alain Parguez, è il presupposto fondamentale per cercare di salvare la civiltà europea.

[Tutto questo implicherebbe la ridefinizione di risorse e relazioni anche geopolitiche, dal momento che il vero vincolo sta, in ogni caso, nelle risorse materiali, non in quelle finanziarie]


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PIOVONO RANE: IL BLOG DI GILIOLI SEMPRE SUL PEZZO

Abbiamo oggi un altro fulgido esempio di giornalismo italiano, cioè Alessandro Gilioli, autore del blog “Piovono Rane”, che oggi scrive che nel 2011 “probabilmente” ci fu una manovra della Trojka per buttare giù Berlusconi, e presenta questa illuminazione come un’ “analisi storica”.

La cosa è già nota da tempo , ma forse come dice il proverbio “non bisogna alzarsi presto, ma alzarsi all’ora giusta“; l’ora giusta per scrivere queste cose per Gilioli è oggi, perchè la Grecia è di moda e quindi essere analisti ribelli è trendy. Ma nel 2011 era di moda Mario Monti e Gilioli, che è sempre sul pezzo, avrebbe votato la fiducia a favore del Governo che fu imposto da una manovra della Trojka, come aveva scritto qui: LINK

Poi ci si lamenta perchè “gli elettori non capiscono”, per dire.

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GRECIA: THE END

E’ andato tutto come previsto circa sei mesi fa, e confermato dai movimenti di mercato recentemente.

Tsipras tiene la Grecia in Eurozona e fa quello che la Trojka ha deciso, in particolare qui alcuni punti:

ambizioso piano di riforma delle pensioni

privatizzazione della rete elettrica

– modernizzazione della contrattazione collettiva e dei licenziamenti collettivi

vendita di di beni pubblici che saranno conferiti a un fondo apposito, i cui incassi serviranno a ripagare fino a 50 miliardi di euro dei prestiti ricevuti

– tutta la legislazione relativa dovrà essere concordata/supervisionata dalla Trojka

Qui il testo integrale dell’accordo: http://t.co/dfwTY1uCxr

Finisce così la triste storia della Grecia e di Tsipras, e non sarebbe potuta finire altrimenti, in assenza di un piano B di emergenza . L’idea di presentarsi alle elezioni e vincerle vendendo una favola (la contemporanea fine dell’austerità e permanenza in eurozona) è stato il primo passo di questo disastro ad orologeria, assolutamente non compreso qui in Italia da chi, di fronte allo scenario, si è concentrato sua moto e giubbotto di pelle del ministro delle finanze piuttosto che sull’inevitabile esito delle trattative in corso.

Il regime europeo è coerente e saldo. Le democrazie nazionali non contano, e il sistema procede all’interno dei parametri prestabiliti e gestiti dall’Euro tecnocrazia, che si muove su due linee principali:

1) Aumento del divario sociale, politico ed economico tra chi “sta sopra” e chi “sta sotto”

2) Trasferimento continuo di ricchezze reali strategiche dal settore pubblico ad oligopolisti privati.

Era stato compreso e denunciato per tempo, qui l’intervento dell’immenso Prof. Alain Parguez, era il 2012:

Ed in tre anni cosa hanno fatto molti di quelli che oggi si stracciano le vesti per il “colpo di Stato in Grecia”, oltre a sostenere partiti e Governi pro-austerità qui in Italia?


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GRECIA: PER USCIRE DALLA BUCA SCAVERA’ PIU’ IN FONDO?

Sembra che la favolosa storia della Grecia stia per concludersi (male).

Per uscire dalla recessione Tsipras propone oggi un aumento della pressione fiscale.

LINK

La Grecia è oggettivamente in una posizione difficile; l’idea di Grexit non supportata o quanto meno non osteggiata dagli USA non sembra proponibile, vista la collocazione geografica della Grecia tra Mediterraneo e Russia. Gli USA hanno chiaramente comunicato di non gradire l’ipotesi, e presumibilmente non è arrivata dalla Russia un’opzione alternativa rassicurante. Il vero vincolo esterno sembra questo, più che quelli finanziari imposti (e la pressione BCE), ed è come sempre un vincolo materiale.

Al tempo stesso aumentare le tasse per uscire dalla recessione è qualcosa che è completamente privo di senso.

Tutto il folklore “italiani greci una faccia una razza, il potere al popolo” sta per essere riposto nell’album dei ricordi insieme a tante altre petizioni e campagne su facebook. Scegliere OXI era tutto ciò che potevano fare gli elettori greci, ma non sembra sarà sufficiente se il risultato sarà un taglio del debito pregresso con la permanenza nell’attuale struttura istituzionale €zona e futuro incremento di tasse.


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