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Posts tagged "fornero"

PIOVONO RANE: IL BLOG DI GILIOLI SEMPRE SUL PEZZO

Abbiamo oggi un altro fulgido esempio di giornalismo italiano, cioè Alessandro Gilioli, autore del blog “Piovono Rane”, che oggi scrive che nel 2011 “probabilmente” ci fu una manovra della Trojka per buttare giù Berlusconi, e presenta questa illuminazione come un’ “analisi storica”.

La cosa è già nota da tempo , ma forse come dice il proverbio “non bisogna alzarsi presto, ma alzarsi all’ora giusta“; l’ora giusta per scrivere queste cose per Gilioli è oggi, perchè la Grecia è di moda e quindi essere analisti ribelli è trendy. Ma nel 2011 era di moda Mario Monti e Gilioli, che è sempre sul pezzo, avrebbe votato la fiducia a favore del Governo che fu imposto da una manovra della Trojka, come aveva scritto qui: LINK

Poi ci si lamenta perchè “gli elettori non capiscono”, per dire.

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Il sacrificio è necessario per il vostro bene

Oggi Giovanni Zibordi su monetazione.it spiega che in Italia e in Grecia “…la maggioranza della gente accetta l’euro e l’austerità. E’ inutile per ora agitarsi su questi due temi specifici più di tanto, per ora la BCE e la UE hanno vinto e lo noti anche dal tono della polemica sui media e in politica in Italia, dove sia la Lega che il M5S ora parlano di altre cose più che dell’Euro”

Sarebbe incredibile, ma se ci si guarda in torno si capisce rapidamente il perché. Dopo 4 anni di disastro senza fine alimentato dall’austerità, c’è ancora oggi incessante l’attività dei sacerdoti alla Pietro Ichino, secondo cui Monti ha bloccato l’indicizzazione delle pensioni per “salvare il Paese

 

senza che sia chiaro “salvare da cosa”.

Non è “uno qualunque”, probabilmente non ha neanche lui idea di “salvare da cosa”, ma deve officiare il rito. È una vecchia usanza, la struttura della frase, stra-collaudata, è:

per salvarti da X (= minaccia terribile ma indefinita)

devi fare Y (=sacrificio)

che amministro io. È per il tuo bene.

 

I sacrifici animali sono, evolutivamente, un passaggio successivo a cui non siamo ancora giunti.

Ma il meccanismo funziona per ora, non da segni di cedimento.

(n.b.: i sacerdoti che vacillano vengono messi da parte, il rito non è un pranzo di gala)


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L'inutile signor Fornero: l'eurone vi protegge

Oggi è il turno del marito di Elsa Fornero, l’economista Deaglio (potete ammirarlo, sopra, mentre dibatte furiosamente in difesa del 99% della cittadinanza, di fronte a una tazza di tè). Ci spiega su “La Stampa” che l’euro ci protegge. Vediamo i passi fondamentali:

E’ sempre più difficile giustificare l’esistenza dell’euro se non si emettono eurobonds, strumenti creditizi dell’Unione Europea, destinati a finanziare politiche di investimenti strutturali sul territorio dell’Unione stessa

Il monopolista della valuta non ha necessità di emettere bonds per finanziare gli investimenti. Gli investimenti non vengono fatti per scelta politica incorporata nei trattati. La scelta del regime austeurista è evidentemente distruggere la civiltà.

Dal suo bel grattacielo di Francoforte, la Banca Centrale Europea, che «gestisce» l’euro, dà l’impressione della voce di chi predica nel deserto

In cambio del sostegno finanziario all’euro (suo compito istituzionale) la BCE ha di fatto imposto con minacce dissimulate l’austerità in tutta Europa, causando oltre venti milioni di disoccupati e la distruzione del tessuto sociale esistente.

“E qui il discorso si sposta sull’Italia, un paese un tempo fervente sostenitore dell’Europa”

Grazie a una campagna mediatica e culturale decennale che ha oscurato l’inevitabile esito disastroso del sistema UE+€

A ritenere l’euro «una cosa buona» sono soltanto il 43 per cento degli intervistati italiani, mentre il 47 per cento lo ritiene «una cosa cattiva (…)Il ritratto è quindi quello di un’Italia anomala, di un paese confuso, una confusione avvalorata dal fatto che neppure il fronte dello scontento, organizzato da politici di bassa lega, arriva alla maggioranza assoluta

Il divide et impera è in effetti uno dei punti di forza del regime austeurista che è al governo in Italia

l’Italia – che ha platealmente sciupato gli anni dell’euro, a differenza della maggioranza degli altri paesi, rinunciando a necessari mutamenti strutturali – sembra dire all’euro, come i bambini piccoli, «non ti faccio più amico!». Scordandosi che fuori dall’euro (e fuori dall’Europa) per un paese di queste dimensioni ci sono solo la confusione, l’irrilevanza, l’arretramento. E di amici proprio nessuno.”

La chiusura è da manuale. Servirebbe un’analisi di taglio psicanalitico. Pare che Deaglio si rivolga ai lettori come a dei piccoli mentecatti, cercando di farli sentire in colpa per non aver fatto “le riforme”, e di farli vergognare dei propri pensieri. Infine agita lo spauracchio delle colonne d’Ercole: fuori dall’euro c’è il caos e il terrore.

Ma le fesserie che scrive Deaglio ormai non bastano per difendere l’euro. Passata l’era delle parole, siamo in quella dei manganelli. Il Ministero dell’Odio dovrebbe assegnare a Deaglio la meritata pensione: il suo contributo non serve più.

mnodio


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