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INIZIO FILM ANTICIPATO alle 20.30
domani venerdì 26 maggio Warren Mosler alla proiezione di PIIGS
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Posts tagged "europa"

GRECIA: PER USCIRE DALLA BUCA SCAVERA’ PIU’ IN FONDO?

Sembra che la favolosa storia della Grecia stia per concludersi (male).

Per uscire dalla recessione Tsipras propone oggi un aumento della pressione fiscale.

LINK

La Grecia è oggettivamente in una posizione difficile; l’idea di Grexit non supportata o quanto meno non osteggiata dagli USA non sembra proponibile, vista la collocazione geografica della Grecia tra Mediterraneo e Russia. Gli USA hanno chiaramente comunicato di non gradire l’ipotesi, e presumibilmente non è arrivata dalla Russia un’opzione alternativa rassicurante. Il vero vincolo esterno sembra questo, più che quelli finanziari imposti (e la pressione BCE), ed è come sempre un vincolo materiale.

Al tempo stesso aumentare le tasse per uscire dalla recessione è qualcosa che è completamente privo di senso.

Tutto il folklore “italiani greci una faccia una razza, il potere al popolo” sta per essere riposto nell’album dei ricordi insieme a tante altre petizioni e campagne su facebook. Scegliere OXI era tutto ciò che potevano fare gli elettori greci, ma non sembra sarà sufficiente se il risultato sarà un taglio del debito pregresso con la permanenza nell’attuale struttura istituzionale €zona e futuro incremento di tasse.


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Le parole non bastano più per difendere il regime.

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Prima o poi la crescente povertà richiederà una dittatura totale con altre armi diverse dalla predica dei guardiani dell’Euro” [Alain Parguez]

E stiamo arrivando al “poi”.

Per ammaestrare chi non scende in piazza, per chi ha una qualche forma di reddito che ne garantisca la sopravvivenza è sufficiente il bispensiero orwelliano diffuso attraverso i media. Renzi e Padoan incattiviscono l’austerity: riducono il deficit al 2.6% obbedendo all’ordine criminale dell’Europa, cioè aumenteranno la crisi e la disoccupazione

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e Padoan contestualmente rilascia comunicati in cui dichiara che l’Europa è sulla strada della crescita.

Una politica economica distruttiva e devasatante, portata avanti da un partito sostenuto da milioni di persone, così:

credere fermamente di dire verità sa­crosante mentre si pronunciavano le menzogne più artefatte; ritenere contemporaneamente valide due opinioni che si an­nullavano a vicenda; sapendole contraddittorie fra di loro e tut­tavia credendo in entrambe, fare uso della logica contro la logi­ca; rinnegare la morale proprio nell’atto di rivendicarla; credere che la democrazia sia impossibile e nello stesso tempo vedere nel Partito l’unico suo garante; dimenticare tutto ciò che era necessario dimenticare ma, all’occorrenza, essere pronti a richiamarlo alla memoria, per poi eventualmente dimenticarlo di nuovo.  [G. Orwell]

Dove il bispensiero non arriva, arrivano i manganelli. Il Governo di Renzi manda la celere addosso agli operai delle acciaierie di Terni:

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E sta arrivando il momento in cui le parole non bastano più per imporre la crescente povertà, e l’austerità.


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L'ultimo rantolo: "voglio più Europa"

È una metastasi profondamente più grave di quanto alcuni potrebbero pensare.

Huffington post pubblica questo articolo scritto da uno dei manifestanti del 25 Ottobre:

Perché la mia generazione è scesa in piazza il 25 Ottobre

e il pezzo si chiude con:

Chiediamo più Europa, la nostra vera casa, più integrazione, più diritti. Siamo stanchi della retorica

No, non c’è speranza. Vite presenti e future distrutte, polverizzate dalla retorica dell’Europa, che chiedono più Europa, con l’ultimo rantolo cui ancora riescono a dar fiato. E la avranno, purtroppo per loro.


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La "locomotiva Germania" è una fesseria, e Padoan lo sapeva già trent'anni fa.

Sono state scritte fiumi di parole deliranti sulla “locomotiva tedesca” che avrebbe dovuto trainare l’Europa verso le magnifiche sorti e progressive. Erano evidentemente fondate su luoghi comuni e ignoranza.

Nel 2012, Giulio Sapelli in audizione presso la Commissione Bilancio della Camera, diceva:

dove sta scritto che bisogna avere monete forti? Possono farlo i sistemi sociali che per loro natura esportano quantità ingenti di produzione. Loro ricorderanno molto bene che, quando c’erano ancora le monete nazionali, il marco era la più forte moneta del mondo, ma nonostante questo la Germania esportava il 39 per cento del PIL, più o meno come oggi, perché fa beni che non si vendono, ma si acquistano: dalla grande turbina che fa andare avanti il razzo alla lavatrice di mia moglie, che giustamente vuole una lavatrice tedesca. Questo vuol dire milioni di vendite!

“Fa beni che si acquistano“. La Germania esporta in Europa, e se in Europa l’economia va male diminuiscono gli acquirenti. Semplice. Per cui, cosa succede oggi? L’indice factory orders  (Agosto su mese precedente) per la Germania registra i valori minimi dal 2009, -5.7%. Voilà:

markit ger

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E c’è un altro dettaglio. Già Augusto Graziani una ventina d’anni fa aveva evidenziato che la mitologia”della locomotiva” fosse priva di senso, e fosse un’idea fallimentare. E vedete chi citava, come studio di riferimento in cui si dimostrava il fallimento dell’economia della locomotiva:

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Padoan. Padoan sapeva già da quasi TRENT’ANNI   che “la locomotiva d’Europa” è una barzelletta. Come è chiaro oggi. “Loro” sanno che non funzionerà, lo sapevano dall’inizio.

 


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Finlandia in attesa della crisi

L’indice “business confidence”  per il settore manifatturiero in Finlandia è a -9%, pubblicato oggi.

Senz’altro è un’aspettativa giustamente negativa, in linea con quello che accadrà in Eurozona, e come aspettativa negativa contribuirà a “far andar anche peggio” le cose. È improbabile che chi ha aspettative negative investa, spenda, acquisti dai fornitori, assuma, etc.

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