Categorie

logonew2.jpg
icona2mosler.jpg
copertina-rd-114x150.jpg

ReteMMT Facebook

Unable to display Facebook posts.
Show error

Error: (#4) Application request limit reached
Type: OAuthException
Code: 4
Please refer to our Error Message Reference.

Posts tagged "euro"

LA GRECIA E IL PARCO BUOI (E I GUARDIANI)

Alcuni indizi suggeriscono che l’incertezza sulla Grecia sia apparente, e tutto andrà come deve andare.

Una nota significativa di oggi è quella scritta da Federico Izzi per la newsletter ITForum:

Quel che sorprende è constatare che nonostante le attuali tensioni nell’eurozona in questi ultimi giorni risulta evidente come il comportamento del Parco Buoi sia decisamente di panico mentre i Big Investors sono tornati nuovamente, nel giro di pochi giorni, in area dei massimi annuali registrati lo scorso aprile.”

2015-07-03 14_22_42-ITForum News - Le mani forti stanno comprando

(NdR: il parco buoi è la mandria di piccoli azionisti che decidono se e cosa acquistare informandosi su Repubblica e Ballarò, dove Giannini li guida terrorizzandoli con i miliardi “bruciati in borsa”)

L’unico appunto che si può fare è sulla sorpresa. Il fatto che il Parco Buoi sia nel panico mentre Big Investors comprano non è sorprendente, anzi è il contrario: NON sorprende. Lo aveva spiegato benissimo qualche anno fa Giovanni Zibordi:

“(…) qual è l’interesse dell’elite globale, dei “ricchi” veri, quelli che si muovono tra Londra, New York, Singapore, Hong Kong, Dubai, Ginevra e Montecarlo, che non hanno patria perchè hanno appunto casa in tre continenti diversi, interessi economici in quattro continenti (e non pagano le tasse in nessuno) ?… 

Probabilmente di tenere su il mercato finanziario o meglio farlo oscillare violentemente, ma non certo di affossarlo, lo si è visto bene negli ultimi dieci anni. L’interesse evidente è che :

a) il mercato finanziario assorba sempre più risorse all’economia reale e quindi ci si arricchisca con dividendi, cedole, speculazione finanziaria, commissioni, consulenze, stock options, Credit Default Swap, cartolarizzazioni, bonus certificates, gestioni patrimoniali ecc… invece che producendo beni e servizi 

b) il mercato finanziario oscilli però sempre violentemente salendo del 70%, poi perdendo il -60%, poi risalendo del 60%, poi riperdendo il 60% amplificando in modo anche ridicolo le oscillazioni dell’ordine del 4-5% dell’economia reale. In questo modo la maggioranza, i peones, la plebe, il pueblo perde continuamente soldi perchè non riesce ad orizzontarsi in questi tremendi rialzi seguiti da terrificanti crolli ed oscillazioni del 7% al giorno di titoli da 50 miliardi di capitalizzazione

c) il Mercato Finanziario Globale sia il nuovo idolo e la nuova religione a cui tutti si piegano e i cui “segni” vengono interpretati ansiosamente da tutti, specialmente politici e dirigenti di istituzioni finanziarie come le banche centrali e mass media. il Mercato Finanziario Globale, dato che come descritto sopra è a) sempre più gigantesco ed ingloba tutto il mondo e tutte le attività umane e è b) violento, capriccioso, drammatico, crolla e risale violentemente tutto il tempo è come un antica divinità, onnipotente ed imperscrutabile. Va obbedito sempre alla fine, offrendogli sacrifici con tasse, austerità, manovre finanziarie, privatizzazioni, tagli di spesa pubblica in modo che smetta di eruttare come un vulcano e si calmi

d) e però il mercato finanziario deve per questo restare vivo, attivo, forte ed eccitante non deve disintegrarsi e crollare definitivamente disgustando la maggioranza degli investitori e alla fine anche i governi, i media e il pubblico. Se il mercato finanziario provocasse solo perdite e rovinasse il 95% degli investitori, anche se c’è una esigua minoranza che approfitta, alla fine perderebbe importanza politica ed economica. Per questo nel 2008-2010 i governi hanno sacrificato migliaia di miliardi di denaro pubblico e mandato in rosso i conti pubblici per sostenere con i “QE”, salvataggi e iniezioni di liquidità le banche e il mercato finanziario

(E’ logico che il parco buoi venga guidato per definizione, altrimenti non sarebbe parco buoi)


Print pagePDF page

BASI IN SARDEGNA. PIMBY: PER FAVORE, METTETELE NEL NOSTRO GIARDINO!

La presenza di un’area militare in un territorio è un costo reale sostenuto da quel territorio: la rinuncia al godimento di uno spazio che normalmente è dell’ordine di decine e decine di ettari. Le aree azzurre nella cartina in alto sono i costi reali  che il territorio della Sardegna sostiene, motivato da una finalità pubblica dello Stato italiano (il sistema Difesa nel suo complesso).

Pertanto non dovrebbe aver senso che chi sostiene quei costi reali (la cittadinanza residente in Sardegna) voglia continuare a sostenerli, faccia il possibile per continuare a sostenerli.

Ma succede questo:

2015-06-25 10_39_27-HinterlandCagliari.it - SÌ ALLE BASI MILITARI_ DECIMOMANNU DECIMOPUTZU VILLASOR

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ovvero: la collettività chiede di continuare a sostenere il costo reale. Quindi non “NIMBY (Not in my back yard – non nel mio giardino), ma “PIMBY” (Please in my back yard – per favore nel mio giardino!!!)

Il motivo è la tassazione in euro imposta dallo Stato sul territorio Sardegna, e l’insufficiente offerta di attivi finanziari netti in euro resi disponibili dal settore pubblico in cambio di lavoro offerto dai residenti in Sardegna.

Semplicemente: Io Italia ti tasso in euro e spendo pochi euro. Tu Sardegna hai bisogno di euro per pagare le tasse, per cui sei disponibile a sostenere ulteriori costi reali per approvigionarti degli euro con cui pagherai le tasse.

Questo meccanismo naturalmente coinvolge anche le Ammistrazioni locali che infatti sono in prima linea nell’invocare di poter sostenere dei costi reali. Se non esistesse la carenza di euro (che per l’Amministrazione è indotta dalla riduzione dei trasferimenti da Stato a amm. locale) non lo farebbero. La cosa di per sè è assurda.

Il punto qui è che anche un’ipotetica sovranità fiscale della Sardegna che riscuotesse le tasse in euro e avesse come parametro il pareggio di bilancio pubblico regionale non risolverebbe il problema. In assenza di deficit pubblico la spesa in euro non potrebbe mai essere tale da rendere disponibile quanto necessario in aggregato per pagare le tasse e permettere il risparmio richiesto dal settore privato.

E inoltre lo Stato continuerebbe ad imporre un certo volume in euro di imposte “sue”, che dovrebbero essere soddisfatte in euro da parte del territorio .

In assenza di spesa in euro dello Stato superiore rispetto al volume delle tasse imposte ( – deficit -) continuerebbe ad esistere la carenza di asset finanziari netti che induce il territorio a chiedere di sostenere costi reali. Questo è concepibile come un esperimento di colonialismo da laboratorio che evidenzia come è sufficiente imporre questa carenza tramite tassazione e spesa insufficiente per spazzare via tutte le contestazioni dei territori rispetto ad attività che comportano costi reali.

Ai quali si aggiunge purtroppo, in Sardegna, il costo morale di essere francobollati come “tzeraccos“.


Print pagePDF page

GRECIA: FINO A QUI TUTTO BENE

La prima annotazione è che il rendimento dei bond da Venerdì a oggi è in calo netto, per cui sembra che al dio dei mercati non dispiaccia l’andamento della trattativa in corso (AGGIORNAMENTO: anche se c’è un po’ di maretta  e le ultime rilevazioni sono un po’ altalenanti. Si possono seguire su Bloomberg)

La seconda è che l’ottimo Oscar Giannino ha sentenziato che Tsipras sta ottenendo un buon risultato:

og

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ci si può fare un’idea leggendo qui la proposta greca del 22/06, rilanciata dal blog “Tra Gli Squali Di Wall Street“: LINK

Stiamo a vedere, fino a qui tutto bene.

 


Print pagePDF page