Categorie

logonew2.jpg
icona2mosler.jpg
copertina-rd-114x150.jpg

ReteMMT Facebook

INIZIO FILM ANTICIPATO alle 20.30
domani venerdì 26 maggio Warren Mosler alla proiezione di PIIGS
... Leggi tuttoSee Less

View on Facebook

ANTICIPATO ORARIO INIZIO FILM alle 20.30. ... Leggi tuttoSee Less

View on Facebook

Rete MMT updated their cover photo. ... Leggi tuttoSee Less

View on Facebook

Posts tagged "disoccupazione"

Chi ha costruito il mostro UE? Nell’elenco di Gallino manca Gallino.

Dopo aver difeso e promosso per anni l’istituzione del regime di macelleria sociale automatizzata che è l’UE e l’Eurozona, Luciano Gallino offre un irrinunciabile “contributo alla discussione per affrontare la crisi“, in cui sostiene che il Governo Renzi

non ha evidentemente la minima idea circa le cause reali della crisi, e meno che mai delle strade da provare o da costruire per uscirne

esattamente come non ne ha la più pallida idea Gallino, sembra. Vediamo:

[Gallino 2011]: “E’ necessario che un maggior numero di cittadini arrivino a convincersi che l’Unione Europea è un grandioso progetto politico, economico, sociale, culturale che presenta elementi unici al mondo

[Gallino, 2015]: “La UE è stata fondata sulla base di una serie di gravi errori.”

Ovvero quest’uomo ha trascorso anni a proclamare che fosse necessario convincere le persone ad amare un grandioso progetto. Poi si è accorto che il progetto è fondato su gravi errori. Propone un elenco di coloro che “sbagliarono” nelle previsioni riguardo l’UE. Elenco in cui manca una persona: lui.

Tutto era stato già evidenziato per tempo (mesi ed anni fa), qui: LINK

Oggi, però, Gallino definisce “penosa” la scena offerta dai ministri di Renzi.

Ma c’è, in un Padoan e nella sua granitica determinazione votata alla causa, una coerenza e una grandezza tragica che è anni luce oltre la consistenza degli intellettuali di ricotta che ieri difendevano l’UE in convegni e pubblicazioni finanziate dall’UE stessa, ed oggi scoprono il mostro che loro stessi hanno alimentato per anni.

Gallino ha già dato per anni il suo “contributo alla discussione per affrontare la crisi”: lui è uno di quelli che la crisi hanno contribuito a crearla.

 

I fondi pubblici (europei)  furono resi disponibili come sussidi, borse di studio, premi culturali, senza alcun limite allo scopo di sedurre l’opinione pubblica e nascondere ciò che era veramente in gioco(…) ”              [Alain Parguez]


Print pagePDF page

Pigliaru Economics, lezione 1: il caso IGEA

pigliaru 22

Come già segnalato per tempo, la storia professionale di Pigliaru, il Mario Monti sardo, è limpida. Lo era ancora di più fino a inizio 2014, perchè all’inizio della campagna elettorale come candidato presidente del centro-sinistra ha rimosso il suo blog, di cui si trova ormai solo qualche traccia su Webarchive.

E così durante la campagna elettorale è avvenuto un fenomeno singolare. Un bel pezzo del “giornalismo sardo”, che avrebbe dovuto CONOSCERE E CAPIRE la proposta di Pigliaru, si è distratto un po’, si è fatto un po’ prendere la mano:

sardinewus

 

Da giornalisti a ultrà di Pigliaru il passo è (stato) breve.

Altri probabilmente, vari partiti “di sinistra” non hanno neanche capito quello che facevano, vista la totale e profonda ignoranza macroeconomica che dimostrano da anni. Dei sovranisti già si è scritto: in stragrande maggioranza a sostegno di Pigliaru.

Tutto questo ha permesso che in campagna elettorale un candidato dichiaratamente pro-austerity come Pigliaru abbia ricevuto ad esempio anche il voto dei minatori IGEA, che da quattro mesi non ricevono lo stipendio e ora si stanno rinchiudendo nei pozzi per protestare. C’è chi, tra loro, dichiara di aver votato Pigliaru, il candidato favorevole ai tagli alla spesa pubblica da cui provengono i loro stipendi.

È colpa loro? Sono stati ingenui? O è colpa di chi li ha mal consigliati? Ingenui analfabeti economici che in campagna elettorale hanno tenuto nascosta la lezione n.1 del corso di Pigliaru-Economics. Per Pigliaru:

1) il problema della politica sarda è la spesa pubblica 

2) la soluzione NON è rivendicare più trasferimenti dallo Stato

Vediamo cosa ha scritto ad esempio nel 2013:

pigliaru

Cioè la soluzione per Pigliaru è ridurre i deficit, come sta cercando di fare. Peccato che ridurre i deficit significhi far aumentare la disoccupazione, cosa che questa allegra combriccola di ignoranti non dà segno di comprendere; e così credevano e credono di risolvere la disoccupazione organizzando i convegni sul genere “Il finocchietto selvatico sardo come motore di sviluppo locale“.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=FiUxPXdnXtM&feature=youtu.be]

E per chiudere, qual è esito verso cui si dirige la vicenda IGEA? La giunta Pigliaru propone riduzione di personale ed ammortizzatori sociali. In pratica il tentativo è quello di spostare il deficit dalla Regione allo Stato, ma con la differenza che il trasferimento fiscale a fronte di acquisizione di lavoro diventerà semplice erogazione di reddito di sussistenza. Perfettamente in linea con il modello Eurozona per il sud-Europa.

E con il modello del presidente Pigliaru.

 


Print pagePDF page

Più disoccupati, più a lungo disoccupati.

italy-unemployment-rate

 

Aumenta di nuovo il tasso di disoccupazione in Italia, siamo a 12.6% .

Il numero di disoccupati, pari a 3 milioni 236 mila, aumenta dell’1,5% rispetto al mese precedente (+48 mila) e dell’1,8% su base annua (+58 mila).

Il tasso di disoccupazione è pari al 12,6%, in aumento di 0,1 punti percentuali sia in termini congiunturali sia nei dodici mesi.   [ISTAT]

E il dato non pubblicato oggi, e strutturale, è questo, la disoccupazione di lungo termine, la cui % è raddoppiata da quando l’Italia ha iniziato a fare quello che chiede l’Europa:

italy-long-term-unemployment-rate (1)

 

Stanno costruendo una società in cui la disoccupazione è endemica, strutturale. Sarà normale essere disoccupati. Tutte le proposte di reddito di cittadinanza sono funzionali a far accettare questa condizione in cui la disoccupazione è la normalità: una società che crea drop-out con reddito.

L’esatto opposto della piena occupazione, che è uno dei punti principali della MMT. Creare posti di lavoro per lavori utili, con una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa. E notare che questa non è la MMT, ma è l’articolo 36 della Costituzione che il governo italiano calpesta ogni giorno.


Print pagePDF page

Il lato nascosto del "modello Spagnolo"

Scrivevo ieri che il progetto prevalente in Confindustria sembra in linea con il modello €zona, e quindi masse a-proletarie (che non possono avere figli perchè i figli oggi sono un costo e basta, a differenza di qualche secolo fa) pronte a lavorare per bassi salari. E così sul Sole 24 Ore magnificano il modello spagnolo, con articoli come questo: LINK, (i dieci motivi per cui la Spagna “torna a crescere”).

E tengono nascosto il motivo, fondamentale, per cui gli spagnoli (non solo loro) sono destinati alla miseria:

il 45% dei 16enni spagnoli è fuori dall’istruzione, abbandona la scuola!!! (LINK)

Saranno disoccupati, e con sempre maggior difficoltà capiranno perchè. Ed è normale che sia così: per essere docile e manipolabile è fondamentale che la massa resti ignorante, per cui questo è un pezzo irrinunciabile del modello spagnolo, e del modello europeo.

 


Print pagePDF page

Autodistruzione della capacità produttiva

L’autodistruzione economica dell’ eurozona ha anche delle conseguenze che non si percepiscono nel breve periodo. La spesa aggregata insufficiente causa contrazione di attività produttiva, investimenti, e aumento disoccupazione, ovvero:

Tracollo dell’accumulo di capitale (impianti, attrezzature, infrastrutture, etc). In futuro l’€zona sarà sempre meno attrezzata.

euro-area-gross-fixed-capital-formation2

Dati WORLD BANK – %PIL €AREA AGGREGATA

e per quanto riguarda i lavoratori, aumento esponenziale dei disoccupati di lunga data. Più la disoccupazione perdura, più si disperde la capacità lavorativa del disoccupato:

 

Dati Eurostat

Dati Eurostat

L’Eurozona sarà un’area con infrastrutturazione in lento (?!) e costante deterioramento, e (ex) lavoratori che lentamente vedono dissolversi le proprie capacità lavorative, e con ancor maggiore difficoltà troveranno un’occupazione.

 

 


Print pagePDF page