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Posts tagged "austerita"

ED ORA PODEMOS. ANZI, NON PODEMOS.

2015-07-17 09_50_31-Pablo Iglesias, resignado ante la decisión de Tsipras_ _Lo que ha ocurrido es la

 

 

 

 

 

 

 

È online oggi questa intervista a Iglesias, il leader di Podemos in Spagna. Come già Tsipras a suo tempo, è piuttosto trasparente:

lo único que podemos hacer es acumular un poquito más de poder administrativo” e intentar “doblarles el brazo a los socialdemócratas” para que en Europa se articulen nuevos gobiernos que “defiendan los derechos sociales, la redistribución de la riqueza y el bienestar”, ha señalado.(..)

“Y si no, quien a lo mejor sí puede hacer cosas es una señora que procede del fascismo y la extrema derecha, Marine Le Pen

Ovvero: l’unico obiettivo che si pongono ora è un po’ di “potere amministrativo“. Sfortunatamente il “potere amministrativo” non è “potere”, ma, appunto “amministrazione” nell’ambito dell’attuale quadro istituzionale del regime Eurozona.

D’accordo con Iglesias, “el mundo y la política tienen que ver con correlaciones de fuerzas“, il mondo e la politica si devono confrontare con i rapporti di forza, e oggi Podemos ha già ammesso di non poter fare niente contro lo status quo, si chiama fuori. Per cui sarebbe più opportuno modificare il nome in “Non Podemos”, dal momento che non potranno fare niente se non una “corretta amministrazione” in armonia con le linee guida di impoverimento collettivo tracciate dal regime tecnocratico.

Ci si può aspettare di assistere a un qualche “replay” di quello che è avvenuto in Grecia, con degli obiettivi proclamati di “giustizia” che saranno intrinsecamente irraggiungibili, e la lotta alle cricchette locali: “Si nosotros ganamos, nuestro enemigo fundamental van a ser élites locales

Ci saranno in Italia (come è stato con Syriza) le campagne su facebook per i nostri fratelli spagnoli, le bandierine, etc, ma (come è stato con Syriza) non condurranno a niente. Perchè a priori resterà fuori dalle opzioni la proposta di un’idea alternativa e la pianificazione della rottura del sistema esistente,  rottura che, come scrive Alain Parguez, è il presupposto fondamentale per cercare di salvare la civiltà europea.

[Tutto questo implicherebbe la ridefinizione di risorse e relazioni anche geopolitiche, dal momento che il vero vincolo sta, in ogni caso, nelle risorse materiali, non in quelle finanziarie]


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GRECIA: THE END

E’ andato tutto come previsto circa sei mesi fa, e confermato dai movimenti di mercato recentemente.

Tsipras tiene la Grecia in Eurozona e fa quello che la Trojka ha deciso, in particolare qui alcuni punti:

ambizioso piano di riforma delle pensioni

privatizzazione della rete elettrica

– modernizzazione della contrattazione collettiva e dei licenziamenti collettivi

vendita di di beni pubblici che saranno conferiti a un fondo apposito, i cui incassi serviranno a ripagare fino a 50 miliardi di euro dei prestiti ricevuti

– tutta la legislazione relativa dovrà essere concordata/supervisionata dalla Trojka

Qui il testo integrale dell’accordo: http://t.co/dfwTY1uCxr

Finisce così la triste storia della Grecia e di Tsipras, e non sarebbe potuta finire altrimenti, in assenza di un piano B di emergenza . L’idea di presentarsi alle elezioni e vincerle vendendo una favola (la contemporanea fine dell’austerità e permanenza in eurozona) è stato il primo passo di questo disastro ad orologeria, assolutamente non compreso qui in Italia da chi, di fronte allo scenario, si è concentrato sua moto e giubbotto di pelle del ministro delle finanze piuttosto che sull’inevitabile esito delle trattative in corso.

Il regime europeo è coerente e saldo. Le democrazie nazionali non contano, e il sistema procede all’interno dei parametri prestabiliti e gestiti dall’Euro tecnocrazia, che si muove su due linee principali:

1) Aumento del divario sociale, politico ed economico tra chi “sta sopra” e chi “sta sotto”

2) Trasferimento continuo di ricchezze reali strategiche dal settore pubblico ad oligopolisti privati.

Era stato compreso e denunciato per tempo, qui l’intervento dell’immenso Prof. Alain Parguez, era il 2012:

Ed in tre anni cosa hanno fatto molti di quelli che oggi si stracciano le vesti per il “colpo di Stato in Grecia”, oltre a sostenere partiti e Governi pro-austerità qui in Italia?


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Il sacrificio è necessario per il vostro bene

Oggi Giovanni Zibordi su monetazione.it spiega che in Italia e in Grecia “…la maggioranza della gente accetta l’euro e l’austerità. E’ inutile per ora agitarsi su questi due temi specifici più di tanto, per ora la BCE e la UE hanno vinto e lo noti anche dal tono della polemica sui media e in politica in Italia, dove sia la Lega che il M5S ora parlano di altre cose più che dell’Euro”

Sarebbe incredibile, ma se ci si guarda in torno si capisce rapidamente il perché. Dopo 4 anni di disastro senza fine alimentato dall’austerità, c’è ancora oggi incessante l’attività dei sacerdoti alla Pietro Ichino, secondo cui Monti ha bloccato l’indicizzazione delle pensioni per “salvare il Paese

 

senza che sia chiaro “salvare da cosa”.

Non è “uno qualunque”, probabilmente non ha neanche lui idea di “salvare da cosa”, ma deve officiare il rito. È una vecchia usanza, la struttura della frase, stra-collaudata, è:

per salvarti da X (= minaccia terribile ma indefinita)

devi fare Y (=sacrificio)

che amministro io. È per il tuo bene.

 

I sacrifici animali sono, evolutivamente, un passaggio successivo a cui non siamo ancora giunti.

Ma il meccanismo funziona per ora, non da segni di cedimento.

(n.b.: i sacerdoti che vacillano vengono messi da parte, il rito non è un pranzo di gala)


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C'era bisogno di Geithner? Noi abbiamo Prodi.

Come noto, il Financial Times pubblica, (poi ripresi da lantidiplomatico.it) i commenti di Timoty Geithner sulla Grecia, e il comportamento efferato dei vertici UE verso gli ellenici:

Daremo ai greci una lezione. Sono veramente terribili. Ci hanno mentito. Hanno succhiato e si sono approfittati della situazione e li schiacceremo”

Bene, abbiamo scoperto che il vertice UE è composto da criminali. Ma c’era bisogno di aspettare Geithner? Questo è Prodi nel 2012:

prodi

Non di nascosto, non “rubato” in un’intercettazione. Pubblicato sul Messaggero. Denunciato dal movimento MMT in Italia ormai quasi tre anni fa.

E gli stessi che da oggi e nei prossimi giorni inizieranno a belare contro l’insostenibilità dell’Euro sono quelli che lo avrebbero voluto Presidente della Repubblica. E sì, sarebbe stato all’altezza del ruolo, questo è evidente.


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La Ragioneria di Stato conferma: la MMT ha ragione, Renzi scrive idiozie.

mr

Tra i cardini della visione mainstream : “abbiamo tutti un pezzo di debito pubblico da ripagare” o, particolarmente idiota: ” la credibilità richiede un impegno continuo per la riduzione del debito pubblico, che è il peso maggiore che le nuove generazioni devono sopportare, pagando un caro prezzo per gli errori del passato”

Contro questi deliri distruttivi, una semplice realtà contabile, centrale nella MMT:

il passivo del settore pubblico (il debito pubblico) è il corrispettivo dell’attivo del settore privato. Per cui ridurre il debito pubblico significa ridurre lo stock di attivi del settore privato. Impoverire i privati.

E fortunatamente la Ragioneria di Stato dà ragione alla MMT:

ragioneria-stato-_-conti-pubblici-e-settore-privato

 

*PA, Pubblica Amministrazione; *CN, Contabilità Nazionale

da “Ragioneria Generale dello Stato – i principali saldi di finanza pubblica

 


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