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Chi ha costruito il mostro UE? Nell’elenco di Gallino manca Gallino.

Dopo aver difeso e promosso per anni l’istituzione del regime di macelleria sociale automatizzata che è l’UE e l’Eurozona, Luciano Gallino offre un irrinunciabile “contributo alla discussione per affrontare la crisi“, in cui sostiene che il Governo Renzi

non ha evidentemente la minima idea circa le cause reali della crisi, e meno che mai delle strade da provare o da costruire per uscirne

esattamente come non ne ha la più pallida idea Gallino, sembra. Vediamo:

[Gallino 2011]: “E’ necessario che un maggior numero di cittadini arrivino a convincersi che l’Unione Europea è un grandioso progetto politico, economico, sociale, culturale che presenta elementi unici al mondo

[Gallino, 2015]: “La UE è stata fondata sulla base di una serie di gravi errori.”

Ovvero quest’uomo ha trascorso anni a proclamare che fosse necessario convincere le persone ad amare un grandioso progetto. Poi si è accorto che il progetto è fondato su gravi errori. Propone un elenco di coloro che “sbagliarono” nelle previsioni riguardo l’UE. Elenco in cui manca una persona: lui.

Tutto era stato già evidenziato per tempo (mesi ed anni fa), qui: LINK

Oggi, però, Gallino definisce “penosa” la scena offerta dai ministri di Renzi.

Ma c’è, in un Padoan e nella sua granitica determinazione votata alla causa, una coerenza e una grandezza tragica che è anni luce oltre la consistenza degli intellettuali di ricotta che ieri difendevano l’UE in convegni e pubblicazioni finanziate dall’UE stessa, ed oggi scoprono il mostro che loro stessi hanno alimentato per anni.

Gallino ha già dato per anni il suo “contributo alla discussione per affrontare la crisi”: lui è uno di quelli che la crisi hanno contribuito a crearla.

 

I fondi pubblici (europei)  furono resi disponibili come sussidi, borse di studio, premi culturali, senza alcun limite allo scopo di sedurre l’opinione pubblica e nascondere ciò che era veramente in gioco(…) ”              [Alain Parguez]


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UE: come finanzia l’invasione dei nuovi stati

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I fondi pubblici (europei)  furono resi disponibili come sussidi, borse di studio, premi culturali, senza alcun limite allo scopo di sedurre l’opinione pubblica e nascondere ciò che era veramente in gioco(…) 

Alain Parguez

 

Vediamo quindi come è possibile “convincere” gli Stati a farsi inglobare volontariamente nel disastro dell’eurozona (pare assurdo). Ecco come funziona:

La Commissione Europea pubblica oggi questo avviso: LINK. Annuncia l’avvio del programma di finanziamento alla pre-assistenza  per i paesi che aderiranno all’Unione Europea (Albania,Macedonia,Kosovo,Montenegro,Serbia, Turchia). Il programma è mirato ad assistere LE RIFORME come supporto alla COMPETITIVITA’:

governance and public administration reform, rule of law and fundamental rights, as well as support to economic growth and competitiveness“.

11 MILIARDI DI EURO

di finanziamenti ripartiti così, nel 2014-2020

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Per capire l’ordine di grandezza: sul Montenegro (600mila abitanti) l’UE spende 39,6 milioni di Euro solo nel 2014, ovvero 66€ ad abitante. 

Notare che come “risorse per la crescita” nel bilancio 2015 riferite a progetti 2014-2020 ” l’UE aveva stanziato circa il 60% di 145 mld per tutta l’UE (in parte residui di fondi già stanziati) , ovvero 24 € ad abitante

Per abitante, l’UE SPENDE PER LA PROPAGANDA ALLE RIFORME IN MONTENEGRO CIRCA IL TRIPLO DI QUELLO CHE SPENDE PER LA CRESCITA IN TUTTA EUROPA

La propaganda è la madre di ogni regime. Come si traduce, concretamente, l’investimento in “assistenza alle riforme”? Studi, consulenze, convegni, produzione di documenti, corsi di aggiornamento, etc. La stragrande maggioranza dei “centri culturali” del paese è investita, per anni, da un colossale fiume di soldi, e produce e finanzia incessantemente contesti ed elementi di supporto all’Unione Europea.

E vengono fuori studi, proposte, documenti come questo, ad esempio, scritta da Luciano Gallino nel 2011:


Gallino, 2011: “Il modello sociale, pilastro dell’unità europea” (scritto per convegno sul modello sociale europeo, il 20 dicembre 2011, presso la Camera dei deputati)

E’ necessario che un maggior numero di cittadini arrivino a convincersi che l’Unione Europea è un grandioso progetto politico, economico, sociale, culturale che presenta elementi unici al mondo

Ma appena due anni dopo:

Gallino, 2013: “Un colpo di Stato è in atto in Italia e in Europa

Oggi deci­sioni di fon­da­men­tale impor­tanza ven­gono prese da gruppi ristretti: il diret­to­rio com­po­sto dalla Com­mis­sione Ue, la Bce, l’Fmi. I par­la­menti sono svuo­tati e hanno dele­gato le deci­sioni ai governi. I governi li hanno pas­sati al diret­to­rio. Se que­sta non è la fine della demo­cra­zia, è crta­mente una ferita grave”


Sembrerebbe una comica, un film di Totò, ma è la realtà. La stessa persona a distanza di due anni passa dal giudicare l’Unione Europea “un progetto grandioso” a giudicarlo “un colpo di Stato“. E così, quello che è considerato il più autorevole sociologo italiano, e oggi anche “anti austerity” si era “distratto un attimo, e fino a 2 anni fa esaltava quello che lui stesso, DOPO, dipinge come un regime.

Le parole chiave sono: PRIMA e DOPO.

PRIMA l’UE finanzia la propaganda, e tutti quelli che vivono in questo mondo dorato.

DOPO che il treno delle riforme è in marcia e inarrestabile, gli stessi che hanno partecipato alla propaganda, si smarcano. Si ripropongono come “di sinistra” contro il Frankenstein che hanno contribuito a costruire;

Quello che succederà nel 2014-2020 in questi paesi dell’est Europa è già accaduto in Italia negli anni ’90, in decine di facoltà universitarie, enti di ricerca, etc, e meglio di come lo ha descritto Alain Parguez, da anni e anni, non sarebbe stato possibile descriverlo:

La vittoria definitiva dell’unione monetaria non sarebbe stata possibile senza l’enorme quantità di capitali spesi per convincere una pubblica opinione contro la quale era stata appositamente costruita”

 


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La profezia di Alain Parguez

Alain Parguez aveva visto in anticipo, nel mercato comune europeo ed Eurozona:

1) Un mercato impegnato in un costante allargamento per avvantaggiare il nucleo fondatore;

Al pari del vecchio impero carolingio, il mercato comune è stato modellato attorno a un asse franco tedesco. Nel corso
del tempo, l’ordine europeo è stato esteso al Regno Unito, all’Europa meridionale, alla Scandinavia e all’Europa centrale, proprio come la religione cristiana patrocinata dagli imperatori carolingi! L’allargamento è stato controllato dai paesi fondatori sulla base del determinismo territoriale della scuola franco tedesca. Quello che aveva importanza ogni volta era il guadagno in termini di benessere che gli operatori economici nazionali dei paesi fondatori potevano aspettarsi dall’integrazione di nuovi paesi nell’insieme” – (“Per chi suona l’Unione monetaria, 2000)

allargare le relazioni dell’Unione Europea

2) Lo sforzo di costruzione di un “super gold standard” in contraddizione assoluta con il funzionamento dei sistemi monetari moderni, verso una moneta”perfettamente scarsa” che trae il suo valore non dall’atto della spesa nell’economia reale, ma dalla domanda per i portafogli finanziari:  “detenuta per il suo proprio rendimento che costituisce la sua utilità; il valore non dipende dalla circolazione” (The expected failure of the European economic and monetary union, 1998)

3) La paralisi degli Stati, che avrebbe forzato l’intero sistema a lavorare per le esportazioni.

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Sembra che fino ad ora abbia avuto ragione: “Usually, countries recording a strong current account surplus have an economy heavily dependent on exports revenues, with high savings ratings but weak domestic demand (Tradingeconomics.com) [Di solito i paesi con un marcato surplus delle partite correnti hanno un’economia fortemente dipendente dagli introiti derivanti dall’export, con tassi di risparmio elevati ma una domanda interna debole] “. La domanda interna “debole”, e infatti vediamo l’andamento delle vendite al dettaglio in €zona:

RETAIL TRADE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“DOMANDA INTERNA DEBOLE”

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L’Unione Europea è ciò che accade quando gli esportatori prendono il controllo” (W.Mosler)

 


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